BIBLIOTHECA AUGUSTANA

 

Leonardo da Vinci

1452 - 1519

 

Scritti scelti

 

Astronomia

 

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Astronomia

 

 

 

F. 41v

Tutto tuo discorso a concludere la terra essere una stella quasi simile alla luna; – e così proverai la nobilità del nostro mondo, così farai un discorso delle grandezze di molte stelle secondo gli altori.

 

 

Lei. 10v

Come la terra non è nel mezzo del cerchio del sole nè nel mezzo del mondo, ma è ben nel mezzo de sua elementi, compagni e uniti con lei; e chi stessi nella luna, quant'ella insieme col sole è sotto a noi, questa nostra terra coll'elemento dell'acqua parrebbe e farebbe offizio tal qual fa la luna a noi.

 

 

F. 25v

Ordine del provare la terra essere una stella. – In prima difinisci l'occhio; poi mostra come il battere d'alcuna stella viene dall'occhio, e perchè il battere d'esse stelle è più nell'una che nell'altra; e come li razzi delle stelle nascan dall'occhio...

 

 

An. C V. 25v (W 12669)

Il sole non si move.

 

 

C. A. 300r b

Il sole non vide mai nessuna ombra.

 

 

F. 34v

Del sole. – Dicano che '1 sole non è caldo, perchè non è di colore di foco, ma è molto più bianco e più chiaro. E a questi si pò rispondere, che, quando il bronzo liquefatto è più caldo, elli è più simile al color del sole, e quando men caldo, ha più color di foco.

 

 

F. 5r, 4v

Laude del sole. – Se guarderai le stelle, sanza razzi (come si fa a vederle per un piccolo foro fatto cola strema puntada la sottile agucchia, e quel posto quasi a toccar l'occhio), tu vederai esse stelle essere tanto minime, che nulla cosa pare essere minore; e veramente la lunga distanzia dà loro ragionevole diminuzione, ancora che molte vi sono che son moltissime volte maggiori che la stella, cioè la terra coll'acqua.

Ora pensa quel che parrebbe essa nostra stella in tanta distanzia, e considera poi quante stelle si metterebbe' e per longitudine e latitudine infra esse stelle, le quali sono seminate per esso spazio tenebroso. Mai non posso fare ch'io non biasimi molti di quelli antichi, li quali dissono che 'l sole non avea altra grandezza che quella che mostra; fra' quali fu Epicuro, e credo che cavassi tale ragione da un lume posto in questa nostra aria, equidistante al centro: chi lo vede, no 'l vede mai diminuto di grandezza in nessuna distanza. E le ragioni della sua grandezza e virtù le riservo nel quarto libro, ma ben mi maraviglio, che Socrate biasimassi questo tal corpo, e che dicessi quello essere a similitudine di pietra infocata; e certo chi lo punì di tal errore poco peccò.

Ma io vorrei avere vocaboli che mi servissino a biasimare quelli che voglion laldare più lo adorare li omini che tal sole, non vedendo nell'universo corpo di maggiore magnitudine e virtù di quello: el suo lume allumina tutti li corpi celesti, che per l'universo si compartano, tutte l'anime discendan da lui, perché il caldo, ch'èin nelli animali vivi, vien dall'anime, e nessun altro caldo né lume è nell'universo, come mosterrò nel cuarto libro. E certo costoro, che han voluto adorare omini per Iddei, come Giove, Saturno, Marte e simili, han faatto grandissimo errore, vedendo che, ancora che l'omo fussi grande quanto il nostro mondo, che parebbe simile a una minima stella, la qual pare un punto nell'universo; e ancora vedendo essi omini mortali e putridi e curruttibili nelle loro sepolture.

La Spera e Marullo laudan, con molti altri, esso sole.

 

 

C. A. 270v b

Il sole ha corpo, figura, moto, sprendore, caloree virtù generativa, lequali coseparte tutte dasé sanzasua diminuizione.

 

 

Ar. 205r

Il moto delli elementi nasce dal sole.

Il caldo dell'universo è generato dal sole.

Il lume e 'l caldo dell'universo vien dal sole, e 'l freddo e le tenebre dalla privazion del sole.

 

 

Ar. 94v

Continuato e larghissimo splendore del mare. – L'innumerabili simulacri che dalle innumerabili onde del mare refrettano dalli solari razzi in esse onde percosse, son causa di rendere continuato e larghissimo splendore sopra la superfizie del mare.

 

 

K. 1r

La luna densa e gra[ve], densa e grave, come sta, la luna?

 

 

Lei. 2r

Egli è manifesto segno che tal luna è vestita de' sua elementi, cioè acqua, aria e foco, e così in sé, per sé si sostenga in quello spazio come fa la nostra terra co' sua elementi in quest'altro spazio.

 

 

C. A. 190r a

Fa ochiali da vedere la luna grande.

 

 

Ar. 96v

La luna è corpo opaco e solido; e se per lo avversario e' fussi trasparente, e' non riceverebbe il lume del sole.

 

 

Ar. 28r

Vedi qui il sole alluminare la luna, specchio sperico, e quanto esso sole ne vede, tanto ne fa splendere.

 

 

Ar. 28r

O la luna ha lume da sé o no. S’ell’ha lume da sé, perchè non risplende sanza l’aiuto del sole? E s’ella non ha lume da sé, necessità la fa specchio sperico.

 

 

Ar. 94r

La luna non ha lume da sé, se non quanto ne vede il sole, tanto l'allumina; della qual luminosità, tanto ne vediamo quanto è quella che vede noi.

E la sua notte riceve tanto di splendore, quanto è quello che li prestano le nostre acque nel refretterli il simulacro del sole, die in tutte quelle che vedano il sole e luna si specchia.

 

 

C. A. 174v b

La terra e la luna si prestano li lumi

 

 

Ar. 114r

Qui tu hai a provare come la terra fa tutti quelli medesimi ofizi inverso la luna, che la luna inverso la terra.

 

 

F. 84r, 84v

Macule della luna. – Alcuni disse levarsi da essa vapori a modo di nugoli, e interporsi infra la luna e li occhi nostri: il che se così fussi, mai tal macule sarebbon stabili nè di sito nè di figura; e vedendo la luna in diversi aspetti, ancor che tal macule non fussin variate, esse muterebbon figura, come fa quella cosa che si vede per più versi.

Altri disson che la luna era composta di parti più e men trasparente, come se una parte fussi a modo d'alabastro e alcuna altra a modo di cristallo o vetro, che ne seguirebbe che '1 sole, ferendo colli sua razzi nella parte men trasparente, il lume rimarebbe in superfizie e così la parte più densa resterebbe alluminata e la parte trasparente mostrerebbe le ombre delle profondità sue oscure; e così si compone la qualità della luna. E questa openione, è piaciuta a molti filosofi e massime Aristotile; eppure ella è falsa openione, perchè in ne' diversi aspetti che si trovano spesso la luna e sole alli nostri occhi, noi vederèn variare tal macule, e quando si farebbono oscure e quando chiare ... nel plenilunio ... il sole illuminerebbe insino ne' fondi di tali trasparenzie e così, non generandosi ombre, la luna non ci mostrerebbe in tal tempo le predette macchie.

 

 

F. 85r

Èssi e detto che le macule della luna son create in essa luna da essere in sé di varia rarità e desità; il che se così fussi, nell'eclissi della luna i razzi solari penetrebbono per alcuna parte nella predetta rarità, il che, non si vedendo tale effetto, detta oppenione è falsa.