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- L e t t e r a a
M a r c o F a b i o
C a l v o
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- A le mane de Messer Fabio Calvo,
fixico excellentissimo, in [Roma].
Messer Fabio mio carissimo, ho ricievuto el «Vetruvio» vulgare per parte vostra, che me ha dato el vostro Lodovico vicentino, scritto de bellissima lectera, e ve ne rengrazio de core; quando arò tempo (e, per le molte mia ocupazioni, tempo non serà così tosto come ho desidèro) ve designerò ne' bianchi le figure che v'hanno a essere e ve farò el frontespizio de ordine dorico con un arco e le figure drento de le virtù con varie altre invenzioni che me nascono per la fantasia, che forsi ve piaceranno. Per quello che me riciercate, frate Jocondo - uomo, come voi sapete, sofficiente nelle lectere - dicieva che Vetruvio in quel passo intende che la gola tanto può essere de sopra el dentello, idest nel sotto de lo sgociolatoio, dove se scava quanto sopra lo sgociolatoio, e questo se vede in molti dificî antiqui, e alsì è in questa sentenzia messer Fulvio nostro, col quale siamo iti di questi dì ciercando le belle anticalie [che] stanno per queste vignie, e le retraggo de mia mano per ordine de nostro signiore. Non altro ho a dirvi per ora, e voi attendete a curarvi.
De Roma, li 15 d'agosto MDXIV.
Il vostro Rafaello dipintore.
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