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B  I  B  L  I  O  T  H  E  C  A    A  U  G  U  S  T  A  N  A

 

 

 

 
Raffaello Sanzio
1483 - 1520
 


 






 




L e t t e r a   a
M a r c o   F a b i o
C a l v o


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      A le mane de Messer Fabio Calvo,
      fixico excellentissimo, in [Roma].

      Messer Fabio mio carissimo, ho ricievuto el «Vetruvio» vulgare per parte vostra, che me ha dato el vostro Lodovico vicentino, scritto de bellissima lectera, e ve ne rengrazio de core; quando arò tempo (e, per le molte mia ocupazioni, tempo non serà così tosto come ho desidèro) ve designerò ne' bianchi le figure che v'hanno a essere e ve farò el frontespizio de ordine dorico con un arco e le figure drento de le virtù con varie altre invenzioni che me nascono per la fantasia, che forsi ve piaceranno. Per quello che me riciercate, frate Jocondo - uomo, come voi sapete, sofficiente nelle lectere - dicieva che Vetruvio in quel passo intende che la gola tanto può essere de sopra el dentello, idest nel sotto de lo sgociolatoio, dove se scava quanto sopra lo sgociolatoio, e questo se vede in molti dificî antiqui, e alsì è in questa sentenzia messer Fulvio nostro, col quale siamo iti di questi dì ciercando le belle anticalie [che] stanno per queste vignie, e le retraggo de mia mano per ordine de nostro signiore. Non altro ho a dirvi per ora, e voi attendete a curarvi.

      De Roma, li 15 d'agosto MDXIV.

      Il vostro Rafaello dipintore.
 
 
 
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