BIBLIOTHECA AUGUSTANA

 

Antonio Gramsci

1891 - 1937

 

La città futura

 

11 febbraio 1917

 

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due inviti alla meditazione

 

Occorre spesso ai giovani, nella discussione, di dover rispondere a delle obbiezioni che si riferiscono ai problemi ultimi dell'esistenza. Gli avversari sanno che questi problemi sono di quelli che fanno tremare le vene e i polsi anche al logico più consumato. Appunto perciò li propongono, per tentare di confondere e di far tacere anche laddove nella polemica essi rimarrebbero immancabilmente schiacciati. Riproduciamo due brani in proposito. Il primo è di Benedetto Croce 1), il più grande pensatore d'Europa in questo momento 2), ed è stato pubblicato l'anno scorso nella rivista «La Critica» diretta dal Croce stesso. Il secondo è di Armando Carlini 3), ed è un frammento del libretto Avviamento allo studio della filosofia, che si consiglia vivamente di leggere e di meditare (fa parte della collezione «Scuola e vita», editore Battiato, e costa una lira). La difficoltà delle risposte che si possono dare a certe domande, non autorizza nessuno a porle per creare il turbamento negli spiriti; [...] 4). Ai giovani consigliamo la meditazione. Ogni domanda può avere la sua risposta. Basta perciò riflettere. Nella discussione ci si deve trincerare in questi casi dietro la difficoltà che a rispondere a certe domande hanno sentito anche i grandi pensatori. Se si volesse far supporre di poter rispondere vittoriosamente a ogni obbiezione, si sarebbe semplicemente dei vanitosi vuoti e insulsi.

 

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1) Il brano di Benedetto Croce era tratto dallo scritto Religione e serenità, in «La Critica», anno XIII, fasc. 2, 20 marzo 1915, pp. 153-55, ora in Etica e politica, Laterza, Bari 1945, pp. 23-15. Per le conseguenze tratte da Gramsci dalla lettura del brano in questione è da ricordare una breve nota non firmata, ma a lui attribuibile, apparsa nel «Grido del Popolo» del 5 gennaio 1918: «Nessuna cosa può essere sostituita se i novatori non hanno a loro disposizione qualche cosa di sostituibile. La religione è una necessità. Non è un errore. Rappresenta la forma primordiale e istintiva dei bisogni metafisici dell'uomo. I socialisti devono sostituire la religione con la filosofia. Quindi devono avere una filosofia». Lo scritto di Croce sarà ripubblicato col titolo La vanità della religione e una nuova presentazione redazionale, in «L'Ordine Nuovo», anno II, n. 10, 17 luglio I920, ora in La cultura italiana del '900 attraverso le riviste, vol. VI: L'Ordine Nuovo (1919-1920), a cura di Paolo Spriano, Einaudi, Torino 1963, pp. 546-48. Cfr. anche Q, II, 1217 e 1233, e L, 466.  

2) Identico giudizio sul filosofo italiano (il «più grande pensatore dei nostri tempi Benedetto Croce») era stato espresso da Georges Sorel a conclusione del suo articolo Il destino dell'Austria apparso nell'« Avanti! « del 16 maggio 1915.  

3) Il brano del gentiliano Carlini era tratto dall'opuscolo Avviamento allo studio della filosofia, seguito da una piccola guida bibliografica per i giovani studiosi di filosofia e pedagogia, Battiato, Catania I9I4 («Scuola e vita»), pp. 81-86; brano ripubblicato in «L'Ordine Nuovo», anno II, n. 15, 4 settembre I920. Oltre ai brani di Croce e di Carlini, figurava nella «Città futura» un testo di Salvemini dal titolo Cosa è la cultura. Il testo – precisava Gramsci – è tratto «dal volumetto Cultura e laicità di Gaetano Salvemini, pubblicato nella collana «Scuola e vita» dell'editore Battiato (Catania 1914). Volumetto che tutti i giovani dovrebbero leggere». Cfr. ora G. Salvemini, Scritti sulla scuola, a cura di L. Borghi e B. Finocchiaro, Feltrinelli, Milano 1966, pp. 1029-33. Un cenno a questo scritto è anche nella lettera di Gramsci del marzo 1918 a Giuseppe Lombardo-Radice sul «Club di vita morale» (testo della lettera in « Rinascita», anno XXI, n. 10, 7 marzo 1964).  

4) Una riga e mezza incomprensibile.